La fucina delle idee – Un’avventura ipnoromanzata

9:45 e ancora il treno non accenna a fermarsi, e tu sei li a leggere e rileggere quella scaletta, cercando di dare una struttura al fiume di pensieri che si rincorrono, in quel mare di parole e immagini che non sai se ti conforta o ti crea solo più ansia. Ma lei, la tua testa, continua a vagare tra quello che è stato e quello che potrebbe essere… E quella scaletta non ne vuole sapere di stare ferma.

È inutile, ti sei messo li e hai cercato di mettere ordine, inscatolare e predisporre… Provi a prepararti un discorso… Ma ti rendi conto che non è così che andranno le cose, che non puoi prevedere ogni fattore, ogni domanda, ogni pensiero e idea che ti faranno divagare, ogni sguardo li con te che ti segue e che ti guida. Allora fai un bel respiro, guardi fuori dal finestrino e ti rendi conto che è come le altre volte. Un po’ d’ansia è giusto che ci sia ma non puoi lasciare che imbrigli la magia. C’è un’ordine naturale nelle cose, un ordine bizzarro e imprevedibile, che si confonde più spesso nel caos… Eppure è nel caos che nascono le meraviglie più belle, devi solo lasciarti trasportare guardare un po’ fuori dagli schemi.

 

 

SnowflakesSnowflakes – credits: Somethin Ordinary

Eccola la parola magica! Passiamo la vita a destreggiarci nel caos degli eventi e invece che accettarlo e allenarci ad affrontare il suo dinamismo, stiamo li a cercare di imbrigliarlo in schemi e diagrammi immutabili. Vogliamo la ricettina della felicità, quello schema dettagliato e preciso da seguire per avere la certezza del risultato. A questo punto siamo ad un bivio. Il mondo è bello perché è vario o il mondo è bello perché è monotono?

Immaginatelo ora, mentre leggete… Tutti uguali, tutti che pensano nello stesso modo, che vestono nello stesso modo, che vivono nello stesso modo, un mondo prevedibile e imbrigliato negli schemi. Non so’ voi ma se provo ad immaginarlo, sia che gli dia una connotazione neutrale, sia che mi sforzi di dargliela positiva, c’è sempre quel retrogusto grigio che sa di automa e quello smog indifferente che impregna l’immagine e la rende sgradevole e innaturale.

Immaginate adesso un mondo vivo e vivace, con i suoi alti e bassi, e così pieno di sorprese… La vita riesce a stupirti in ogni momento, basta che apri gli occhi! Ed è lì, nel dinamismo vivace, delineato e colorato nell’interazione con il mondo (se stesso, gli altri e l’ambiente) che la vita nasce. Un turbine di idee che interagiscono e si fanno trasportare e si riadattano sempre, seguono il vento e poi lo guidano e si abbracciano in quell’esplosione di energia che si ha quando entrambe si fondono e diventano una!

Ma la scienza fa modelli del mondo, lo schematizza, lo lega a regole universali… Come fanno queste cose ad andare d’accordo?

Per capirlo dobbiamo entrare un pelo più in dettaglio nei fondamenti del linguaggio scientifico: la matematica. Quando si schematizza la matematica stessa o un modello del mondo si parte da un insieme di principi fondamentali che per un motivo o per un altro si ritiene siano ‘veri’ che devono essere innanzitutto indipendenti (non si può ottenere uno degli altri principi combinando e ragionando sugli altri principi) e coerenti (non si può dedurre qualcosa e il suo contrario) – ci sarebbe anche la completezza, la possibilità di decidere se qualunque cosa è vera o falsa, ma per il momento non è necessaria al nostro discorso.

Da questo set essenziale e minimale di principi, si parte per andare alla scoperta del mondo… Tutto quello che viene dopo è pensato, costruito e sviluppato in modo dinamico intrecciando le idee passate e correndo con loro e guardandole da tante prospettive senza fermarci, e ogni volta che sappiamo lasciarci andare e corrergli incontro ecco che partono quelle scintille che fanno accendere tutte quelle lampadine nelle nostre teste. Alcune porteranno in posti meravigliosi, altre mostreranno vicoli ciechi, ma l’esplorazione sarà in ogni caso un’avventura entusiasmante!

C’è si uno schema, ma non è la ricetta, è solo una serie di principi minimi che permettono di giocare con fatti ed idee e di esplorare qualcosa di immenso e meraviglioso io modo attivo e partecipe. Se usiamo le scintille che abbiamo dentro per accendere la luce e osservare il mondo, possiamo attingere ad una realtà parallela con infinite possibilità.

 

La fucina delle idee è li, dentro ognuno di noi, aspetta solo che la andiamo a cercare.

 

E spero che mi abbiate seguito e vi siate lasciati trasportare dalle immagini, dai suoni e dalle sensazioni, perché una volta che ci siete, potrete sempre tornarci, e più giocate con la vostra fantasia e più diventerà facile farle fare capolino ogni volta che ce n’è bisogno! E ogni volta che vi serve un po’ di pausa dalla quotidiana amministrazione.

 

Conoscere i principi e le regole è quello che serve per iniziare il gioco e diventarne maestri.
Tessete il vostro vestito su misura e vi calzerà a pennello!

Marcello


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