Boltzmann a sostegno dell’evoluzione

Ovvero evoluti e rincoglioniti.

E con questo sottotitolo non mi sto riferendo a fatti di gossip politico o simili stralci di giornale tanto di moda in questi tempi…

Col sito rinnovato è arrivata l’ora di rifocillare il sito di articoli. Quindi anziché proporre un post per aggraziarmi i lettori, riprendo una notizia dell’anno scorso e me ne esco con una serie di insulti gratuiti a tutti, infatti potrebbe anche non piacerci ma sembra proprio che gli esseri umani si stiano rincritinendo. Proprio così, stiamo diventando sempre più stupidi! 

A quanto pare, l’uomo di Cro-Magnon, vissuto in Europa tra 20.000 e 30.000 anni fa, ha avuto l’onore di avere il cervello umano più sviluppato di sempre, qualcosa come il 10% più grosso del cervello medio di un homo sapiens sapiens o circa una palla da tennis in più, come scrive Kathleen McAuliffe su Discovery Magazine a proposito di questa scoperta.

 

 

A quanto pare non si tratta di una novità per i paleontologi, ma la notizia è sempre rimasta in qualche modo ‘segreta’ perché la sua spiegazione ancora non è chiara. Le due maggiori correnti di pensiero sono contrapposte:

  • una, per l’appunto, è convinta che l’uomo stia diventando via via meno intelligente in quanto, con il progresso, il suo bisogno di ingegnarsi per restare in vita è sempre minore;
  • l’altra, invece, parte dal fatto che il cervello consuma circa il 20% del nostro fabbisogno calorico, pertanto può essere considerato un organo metabolicamente importante, per arrivare a dire che il cervello sta riorganizzando la sua struttura e il suo funzionamento per diventare sempre più efficiente.

Al momento entrambe le teorie sembrano altrettanto plausibili.

Mi dispiace per tutti quelli che si aspettavano un mondo abitato da esseri umani piccoli e macrocefali capaci di fare tutto con la semplice forza del pensiero, a quanto pare questa progressiva riduzione va di pari passo con l’evoluzione.

Sempre su questa linea, uno studio recente condotto da due scienziati ‘cognitivi’ (si chiamano così in italiano i cognitive scientist?) del’Università del Missouri, David Geary e Drew Bailey, ha analizzato la dimensione e la capienza del cranio degli esseri umani in rapporto al loro progressivo adattarsi ad un ambiente sociale sempre più complesso prendendo in considerazione l’arco temporale che va da 1.900.000 anni fa a 10.000 anni fa. I due hanno scoperto che quando la densità di popolazione è stata bassa (come in buona parte del periodo evolutivo umano) il cranio ha avuto una forte tendenza alla crescita, mentre nelle zone in cui la densità era in aumento si vede una inversione di tendenza con la dimensione del cranio che cominciava a diminuire.

La loro conclusione è stata che con l’aumento di complessità delle strutture sociali e il conseguente aumento di popolazione, la necessità di ingegnarsi per sopravvivere è diminuita e di conseguenza il cervello non ha avuto più bisogno di essere così grande (e sprecare tante energie da sottrarre alle braccia). In netto contrasto con l’idea diffusa che il contadino ha le scarpe grosse e il cervello fino…

Da notare però che tutto questo è molto lontano dallo stereotipo di padri ancestrali molto più intelligenti di noi o dal futuro previsto da Idiocracy. Come ha detto il Dr. Geary, non possiamo nemmeno paragonare il nostro livello intellettuale e creativo a quello dei nostri antenati, anche solo perché a loro è mancato tutto il supporto culturale e di infrastrutture a cui abbiamo accesso ai giorni nostri.

Per fare qualche altro nome, il Dr. Hawks (antropologo dell’Università del Wisconsin), è un sostenitore della teoria dell’aumento dell’efficienza e della conseguente diminuzione del cervello a causa di ottimizzazioni neurochimiche intrinseche.

E se invece la crescita/decrescita del cervello fosse ciclica? Un antropologo dell’Università del Tennessee, Richard Jantz, sembra aver scoperto che le dimensioni del nostro cervello abbiano ripreso a crescere nell’ultimo secolo….

Quindi che c’è da pensare? Cosa dice la scienza? Quale è la verità? La verità, secondo me, è che la scienza ancora non sa che dire a riguardo e se non la sosteniamo (economicamente e moralmente) potremmo non sapere mai quale è la risposta.

Di sicuro c’è che Boltzmann si è sbagliato, almeno in parte. Se il suo aforisma «L’intelligenza totale è una costante. La popolazione sta aumentando.» fosse stato vero, la crescita/decrescita del nostro cervello sarebbe dovuta essere esponenziale. Considerato che alla sua epoca nel mondo c’erano circa 1 miliardo e 500 mila abitanti e che ora abbiamo superato i 7 miliardi il nostro cervello dovrebbe essere soltanto il 21% del loro (l’80% più piccolo… aivoglia a palline da tennis in meno). E per quanto la mia brillantezza non si avvicini di certo alla sua, di certo il mio cervello non è grosso come una nocciolina (almeno spero… dai almeno alla noce ci arrivo… alla mandorla forse? 😉 ).

In conclusione, se anche il nostro cervello è andato via via restringendosi, se anche fosse vero che mediamente stiamo diventando più stupidi, ci sono sempre (per fortuna) cervelli che si discostano dalla media, le grandi menti del passato del presente e del futuro, i grandi dello spot di ‘Think Different‘ e tanti altri meno noti: gente che qualunque cosa fa, fa la differenza! E che magari un giorno potranno dirci che stiamo diventando più ottimizzati, non più stupidi…

Non so’ che pensare, dopo questo slancio ottimista apro il giornale e penso il contrario… sono fortunato ad essere nato nel 2000 e non nel 3000? 😉

Per fortuna ci sono iniziative come Illusioni Mentali che mi fanno restare sul lato ottimista della disputa.

Marcello

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