L’intelligenza è davvero una prerogativa umana?

Solo pochi fa ho parlato di intelligenza (vedi Boltzmann a sostegno dell’evoluzione), ma in quel caso il problema riguardava la relazione tra evoluzione, dimensione del cervello e intelligenza. C’è un problema interessante e molto attuale che, secondo me, è strettamente legato a questo tema, ovvero l’intelligenza è una prerogativa dell’essere umano? O degli ominidi?

Se avete visto qualche documentario su polpi, gorilla o altri primati che non fossero l’essere umano, credo vi sarete fatti un’idea delle loro capacità. Per dirla tutta si conoscono Gorilla in grado di comunicare con le persone tramite il linguaggio dei segni (vedi Koko, Michael e una voce su Wikipedia (EN) a riguardo) e di trasmettersi a vicenda (insegnarsi) la capacità
di parlare usando questo linguaggio…

Se avete un cane, vi sarete di certo stupiti nel vedere quanto in fretta imparano e quante cose diverse siano in grado di capire. Lo stesso se avete un gatto o un pappagallo. Potrebbero solo essere in grado di imitare comportamenti, potrebbero essere semplici riflessi condizionati (Pavlov), potrebbe essere istinto oppure potrebbe essere che qualcosa capiscono alla fin fine. Ma sono in grado di pensare? Di astrarre?

La domanda può sembrare banale e forse ad alcuni ovvia… ma non è così semplice. Fortunatamente c’è gente che si è messa seriamente a studiare il problema, e seppure la risposta sembra essere ancora lontana, i loro risultati sono strabilianti!

E siccome penso di non essere in grado di descrivere i risultati meglio di come ha fatto Ettore Balbi in un post su Quarantadue, vi allego direttamente il suo articolo. Come vedete è molto corto. Leggetelo e fateci sapere nei commenti come la pensate a riguardo.

Buona lettura
Marcello

Esistono forme di intelligenza negli animali? – di Ettore Balbi

Il cacatua ci dice di sì

Quando facciamo riferimento al termine “intelligenza” intendiamo l’insieme delle capacità psichiche e mentali che permettono al soggetto di interpretare fenomeni ed eventi relazionandoli tra loro. Noi limitiamo il concetto di intelligenza all’ambito umano, ma ci sono elementi che pongono dei dubbi su questa nostra presunzione. Sono infatti innumerevoli gli esempi di intelligenza che gli animali hanno offerto nel corso del tempo, come l’organizzazione complessa e perfetta messa in atto dal branco predatore durante la caccia, oppure la capacità dell’orso bianco di cacciare la foca aspettandola pazientemente per farle poi crollare addosso un lastrone di ghiaccio allo scopo di bloccarla e catturarla.

Recentemente alcuni ricercatori hanno tenuto sotto osservazione un piccolo cacatua bianco appartenente a una colonia in cattività in Austria: Figaro ha dimostrato una straordinaria abilità nel costruire strumenti.

“Uff, uff…’sti scienziati: invece di darmi una mano, stanno lì a fissarmi. Mah…non mi sembrano molto intelligenti” (Cortesia: Alice Auersperg)

Il volatile infatti è riuscito a utilizzare un legnetto per recuperare una nocciolina posta oltre le sbarre della sua gabbia. Questo strumento è stato lavorato minuziosamente con il becco per più di 25 minuti sino a ottenere un rudimentale rastrello adatto allo scopo.

“Non avremmo mai immaginato di assistere alla costruzione di utensili, ma questo è esattamente quello che ha fatto” ha detto la biologa cognitiva Alice Auersperg, dell’Università di Vienna, che ha studiato i diversi tentativi di recupero da parte dell’uccello e ha pubblicato, assieme ai suoi colleghi, l’articolo su “Current Biology“. La cosa ha dell’incredibile, in quanto l’animale non ha mai visto un oggetto simile in vita sua e le azioni che ha compiuto dimostrano un ragionamento sottile e un’abilità raffinatissima che ci pongono dinnanzi a una domanda: qual è il confine tra intelligenza e istinto?

Neurologi e ricercatori di tutto il mondo concorrono per trovare una risposta sulla genesi biologica dell’intelligenza, ipotizzando spiegazioni razionali e scientifiche: possono, per esempio, esserci delle proteine coinvolte nei processi cognitivi o alla base della differenziazione tra i vari sistemi nervosi?

Chissà se si riuscirà mai a tracciare un confine netto e definito tra l’istinto e le reazioni automatiche del mondo animale da una parte e la capacità di elaborare concetti astratti e relazioni complesse tipiche dell’uomo dall’altra.

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