Intervista fatta dalla Società Italiana di Ipnosi (SII)

In relazione all’ultimo articolo sull’esperimento di riprodurre una rapina sfruttando tecniche mentali, vi ripropongo una vecchia intervista (marzo 2010) che feci per la newsletter ufficiale della Società Italiana di Ipnosi proprio riguardo questo argomento. A quel tempo Le Iene in TV “scoprivano” l’ipnosi e hanno cercato di capirci un po di più testando la cosa in dei servizi.

Trovate il pdf originale con l’intervista qui, di seguito il testo:

Ipnosi in TV

L’impatto mediatico dell’ipnosi è confermato dall’interesse destato dal servizio de “Le Iene” del 13 gennaio scorso. Dopo aver mostrato filmati e titoli di giornale di rapine con ipnosi l’inviato si chiede: “L’ipnosi esiste, va bene, ma è possibile mandare in tilt una persona in così poco tempo, solo con qualche gesto e senza la sua collaborazione?”

LE IENE SONO SCETTICHE e organizzano un “esperimento” con tre soggetti che non sanno di essere ripresi. Un ipnotista è introdotto come “il fisioterapista più bravo d’Italia” e propone un finto test sui dolori muscolari, che è in realtà una tecnica di induzione ipnotica. Il luogo è l’appartamento dell’inviato e i soggetti sono due amiche e il fratello dell’inviato (chiaramente tale condizione non permette di testare il fattore “non collaborazione”). Le Iene sono sorprese nel vedere i soggetti cadere in trance in pochissimo tempo. Il filmato diventa suggestivo e la tensione raggiunge l’apice quando il soggetto non accenna a svegliarsi.

LE IENE SONO SPAVENTATE: “E se non si risveglia più? E se si risveglia ma è tutta sballata?”. Finalmente la ragazza apre gli occhi e la tensione si scioglie. Il clima è sollevato e divertito.

Ora LE IENE SONO CURIOSE. L’esperienza viene descritta dalla ragazza come “bellissima” e caratterizzata da distorsione temporale, restringimento del campo di coscienza, amnesia e disponibilità a rispondere alle istruzioni dell’ipnotista. “Vuoi che i rapinatori utilizzino proprio queste tecniche?”.

L’ipnotista viene dunque reclutato per testare la possibilità di rapinare dei passanti ma, dopo aver fermato una cinquantina di persone, non ottiene alcun successo. Viene infine intervistato Angelo De Micheli, coautore di uno studio sulle rapine con ipnosi pubblicato sull’IJCEH, che afferma che non vi sono rapine fatte con lo stato ipnotico, bensì con il disorientamento del soggetto; e che la tecnica utilizzata in strada non ha funzionato perché evidentemente l’ipnotista non è abituato ad applicarla in tali situazioni. In realtà, la tecnica utilizzata in casa e quella adottata in strada non sono le stesse: nel secondo caso l’ipnotista si è ispirato ad una tecnica impiegata, con molta più maestria e con successo, da Derren Brown, famoso mentalista inglese.

Ho voluto commentare il servizio proprio con un mentalista, Daniele Sicorace (http:// www.illusionimentali.it), per comprendere che effetto abbia avuto sul pubblico e per conoscere il suo parere sulle rapine con ipnosi.

Blarasin: Personalmente sono rimasto piacevolmente colpito da un fatto: le persone che hanno richiesto una psicoterapia con ipnosi e che pure avevano visto il servizio, non hanno mostrato aspettative magiche. Il servizio delle Iene ha mutato l’atteggiamento del pubblico nei suoi spettacoli e, se sì, in che modo?

Sicorace: Si, ho notato che chi ha visto il video dello Iene è più curioso e meno spaventato. Per carità, lo scetticismo (per altro legittimo) c’è sempre; però è “positivo”, nel senso che è curiosità di sapere, non “negativo”, cioè il classico atteggiamento di sfida superbo e borioso. Il mio campo d’azione è ‘la strada’ (locali, bar e pub) ed in genere mi trovo ad ipnotizzare soggetti conosciuti da 5 minuti che si sono trovati per caso in un locale in cui mi sto esibendo come intrattenitore girando tra i tavoli. L’atteggiamento che adesso si respira alla domanda: ‘Vorresti provare cosa si prova ad essere ipnotizzati?’ è veramente di rinata e sincera curiosità.

Blarasin: Il fenomeno delle rapine con ipnosi sembra essere diffuso solo in Italia, forse a causa della permanenza nel nostro paese di credenze magiche relative all’ipnosi. Lei che ha condotto i suoi spettacoli sia in Italia che in Inghilterra, ha riscontrato differenze fra il pubblico italiano e quello inglese?

Sicorace: Certo, le reazioni sono molto diverse: il pubblico inglese (e anche americano) è abituato da tempo all’idea di un’ipnosi da intrattenimento e quindi, per loro, molti fenomeni ipnotici sono più plausibili rispetto ad un italiano, che è convinto che sia tutto un imbroglio. Molte barriere sono già aperte in un anglosassone, mentre con un italiano, prima di arrivare a fenomeni più eclatanti, devo passare per altri più plausibili, in modo da poter rafforzare nel soggetto la plausibilità del fenomeno successivo.

Blarasin: Per quanto riguarda le rapine, da una parte abbiamo ricercatori che sostengono che non siano in realtà con ipnosi; dall’altra abbiamo la dimostrazione di alcuni rinomati ipnotisti e mentalisti che certe tecniche possono funzionare ed includono elementi ipnotici, quali l’induzione per stretta di mano, suggestioni mascherate…

Sicorace: Penso che un soggetto in trance profonda PUO’ tranquillamente essere suggestionato a lasciarsi rapinare o a consegnare del denaro a chicchessia. Il fatto è che il soggetto deve essere prima ipnotizzato e quindi deve esserci un contatto nel quale egli, implicitamente o esplicitamente, ripone la propria fiducia nell’ipnotista. Le rapine in oggetto sono fatte invece molto velocemente, con tecniche di confusione che possono portare il soggetto in uno stato ipnotico. La difficoltà in tali casi è nello stabilire a priori se il soggetto sia ‘caldo’ e quindi il rischio che fallisca il tutto è alto.

Blarasin: Nel filmato, l’ipnotista afferma che il soggetto in ipnosi “non parla oppure parla poco e mal volentieri, e comunque sempre se richiesto dall’ipnotista” e il soggetto che parla non è in ipnosi ma in stato di rilassamento; se accettassimo tale cornice di riferimento, le rapine di Derren Brown non sarebbero in stato ipnotico.

Sicorace: Dal mio punto di vista, il soggetto può essere in ipnosi e parlare tranquillamente. è chiaro che più la trance è profonda e meno il soggetto tende a parlare. Ma è facilmente dimostrabile che, per produrre fenomeni di contrattura muscolare (le classiche mani attaccate) o amnesie, NON occorre passare per una trance profonda o che il soggetto sia con gli occhi chiusi. Il soggetto può essere in uno stato per lui normalissimo. Le rapine dimostrate da Derren sono fatte sfruttando la confusione e lavorando su due livelli: da una parte si parla alla parte conscia, dall’altra le stesse frasi vengono rivolte alla parte inconscia, la quale, rassicurata, autosuggestiona il soggetto che tutto sia andato come doveva andare, quando in realtà è successo qualcosa. Infatti sul video si vede benissimo che dopo un po’ il soggetto si rende conto di questo qualcosa fuori posto.

Blarasin: Secondo De Micheli il punto centrale del dibattito è nella definizione di ipnosi, che può essere concepita come uno stato particolare di coscienza in cui certi fenomeni accadono o possono accadere. L’ipnosi sarebbe chiaramente distinta dall’influenza o dalla persuasione, le quali si basano su messaggi confezionati ad arte per far scattare un particolare tipo di comportamento come se fosse spontaneo.

Sicorace: Secondo la mia esperienza, l’ipnosi è uno stato alterato di coscienza, in cui il soggetto può suggestionarsi/essere suggestionato. Ogni fenomeno ipnotico deriva da una suggestione, un’idea, che la mente del soggetto in questo stato accetta incondizionatamente, e quindi diventa per lui la sua realtà. Le tecniche di influenza e persuasione secondo me ricadono nello stesso filone, solo che il soggetto non è detto che sia in uno stato ipnotico e per funzionare devono essere più subdole. In altri termini: se il soggetto è ipnotizzato, la suggestione/ influenza/persuasione può essere direttissima, perchè tanto non si avrà nessuna resistenza (‘questo detersivo è il migliore’) mentre in uno stato normale o leggermente ipnotico bisognerà essere più sottili per evitare che il soggetto rifiuti la suggestione.

Blarasin: Per ammissione degli stessi autori, lo studio non risolve la questione cruciale circa la possibilità di usare l’ipnosi per vittimizzare le persone o per far commettere condotte antisociali.

Sicorace: Sono convinto che siano possibili anche condotte antisociali. Sono consapevole che esiste un’istanza che controlla che ciò che ci viene fatto fare sia corretto, ma credo anche che vi siano modi per aggirarla, sotto determinate condizioni. Mi viene in mente “The Heist”, in cui Derren Brown, in un finto corso di formazione, seleziona alcuni soggetti e crea le condizioni affinché questi compiano effettivamente una rapina. Il tutto senza aver mai detto loro esplicitamente di farla.

Blarasin: Grazie, Daniele.

A mio avviso, “The Heist”, come gli esperimenti di Milgram e Zimbardo, gioca molto su fattori situazionali e di ruolo. Le rapine di Derren Brown invece sono utili perché mostrano soggetti con evidenti segni di trance – quindi non soltanto disorientamento – ma i risultati sono passeggeri. Entrambi confermano che l’ipnosi di per sé non può indurre comportamenti antisociali o essere utilizzata per vittimizzare le persone.

Possiamo riprendere la domanda iniziale dell’inviato e concludere:

L’ipnosi esiste ed è possibile far stare bene una persona in poco tempo, anche solo con qualche gesto, se lo facciamo con la sua collaborazione.

(Roberto Blarasin)


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