L’autoipnosi, quella sconosciuta…..

Salve cari amici di Illusioni Mentali, ormai da alcuni mesi mi domando se sia giusto e possibile realizzare un corso dedicato all’autoipnosi, una riflessione che mi spinge ora a scrivere alcune righe in proposito.

Il concetto di autoipnosi è corso a braccetto con l’ipnosi eteroindotta da sempre, sulla questione si sono pronunciati innumerevoli autori dai pareri talvolta opposti.

Partendo dagli albori, Milton Erickson era solito sottoporre i propri soggetti sperimentali ad uno specifico training che permettesse loro di svolgere i compiti che l’autore proponeva loro.

Ancora oggi le metodologie autoipnotiche presuppongono una certa costanza di allenamento e la mobilitazione di risorse proprie del soggetto, per lo più di risorse di imagery, visualizzazione e dissociazione, normalmente utilizzate inconsapevolmente.

Sulla base della ( poca ) letteratura presente, sia in lingua italiana che non, sono estrapolabili alcuni punti in comune fra i vari approcci:

  • L’autoipnosi è una vivida rievocazione di precedenti esperienze di trance, indotte formalmente o realizzate naturalmente, sia proprie che altrui.
  • L’autoipnosi non va finalizzata alla predeterminata risoluzione di una difficoltà, il fenomeno della trance non può essere “addomesticato” né razionalizzato, presuppone una transitoria uscita da uno stato di coscienza abituale allo scopo di introdurre in esso elementi dissonanti allo scopo di produrre la soluzione originale di un problema.
  • L’autoipnosi, al pari dell’ipnosi d’altronde, non è definibile. A quanti mi domandano che cosa sia l’ipnosi, solitamente evito di rispondere con una definizione libresca, preferisco ( scorrettamente, lo ammetto….. ) porre un’altra domanda: “mi domanderei piuttosto che cosa sia l’ipnosi per lei” .

Pertanto, a tutti coloro che si interrogano sulla natura e l’efficacia dell’auto-ipnosi, rispondo che essa è la concessione di pensare, agire ed provare emozioni in maniera creativa.


Pinterest