Questa scienza che proprio non vi lascia sognare in pace…

Quale crudeltà questa volta? 😉

Forse è meglio iniziare con un’altra domanda… Che cosa avete sognato ieri notte? Ah ah ah niente bugie… Ora la scienza lo può controllare! Già, proprio così. Un team di scienziati Giapponesi è riuscito a costruire una macchina leggi-sogni, capace di estrarre le immagini dei vostri sogni direttamente dal vostro cervello mentre ve ne stati beati a riposare.

Come hanno fatto? Strano ma vero, con tutte cose che erano li già da tempo: la risonanza magnetica funzionale (fMRI), un algoritmo bayesiano (come quello usato da google e altri sistemi per “imparare”) ed internet. L’idea è semplicissima: il nostro cervello reagisce a stimoli diversi in maniera misurabilmente diversa (ad es. la vista di un libro e di una macchina producono reazioni diverse), bisogna solamente insegnare al computer ad associare in modo appropriato le reazioni misurate.

I ricercatori hanno quindi fatto dormire tre persone, per dieci giorni, in una fMRI, controllando con un elettroencefalogramma il loro stato di sonno (a questo riguardo può essere utile leggere i nostri articoli sulla neurologia dell’ipnosi se non lo avete ancora fatto). Infatti, pochi minuti prima di cadere nel sonno profondo, i sogni cominciano ad arrivare a raffica e gli scienziati controllando il loro arrivo potevano svegliare i soggetti al momento giusto e chiedergli cosa avessero sognato.

Pensate che ogni partecipante, poveretto/a, è stato svegliato più di 200 volte durante lo studio!

I ricercatori hanno in questo modo selezionato le 20 immagini più comuni (persone, edifici, …), hanno cercato su internet delle immagini che li rappresentassero, le hanno mostrate ai soggetti mentre erano svegli (e nella fMRI), ed hanno lasciato che il software imparasse ad associare immagini e reazioni cerebrali.

Quando gli sventurati partecipanti si rimettevano a dormire, l’algoritmo produceva un video musicale di 80 secondi contenente la rappresentazione dei loro sogni. Potete vedere uno dei video proprio qui sotto. Le predizioni dell’algoritmo possono essere controllate guardando le parole più grandi in basso nel video.

Quando i ricercatori hanno svegliato i partecipanti e chiesto cosa avessero sognato, immagino la loro sopresa (e la loro felicità) siano state straordinarie. Incredibilmente, l’algoritmo aveva ragione il 60% delle volte!

Inoltre era più preciso nel distinguere le “scene” dalle persone ma era impreciso nel capire che tipo di ambienti le “scene” rappresentassero (ad es. un palazzo, una strada, …). Nonostante tutto, anche se il 60% è ancora poco, resta il fatto che non può essere considerato semplicemente un caso!

Secondo quanto dicono i ricercatori nel loro articolo (apparso da poco su Science), anche se studi simili sono già stati fatti nel 2011 e nel 2010, è la prima volta che si riesce ad estrarre il sogno dalla mente del sognatore (anche se con solo il 60% di precisione). E comunque il 60% è un buon inizio, da qui si può cercare di raffinare la tecnica e migliorare i risultati.

Sogni d’oro,
Marcello

Fonti: Scientists Built the Dream-Reading Machine e Scientists Figure Out What You See While You’re Dreaming


Pinterest