Ipnosi? Che paura!

Purtroppo uno dei grandi miti che circondano l’ipnosi è che l’ipnotista sia una sorta di oscuro signore che possa in qualche modo soggiogare la vittima facendole fare quello vuole, e la vittima, oltre ad essere in balia dell’oscuro signore non avrà nessun ricordo delle sue azioni. Le cose non stanno assolutamente così: è vero che potrebbe verificarsi questo caso, se e solo se il soggetto in ipnosi crede (ovvero ha una suggestione ipnotica instillata da racconti, da quello che ha visto, da paure, etc) che ciò sia plausibile e possa verificarsi. In realtà l’accento andrebbe posto sulla capacità del soggetto in ipnosi di modificare radicalmente la sua percezione della realtà, e non sui poteri (o presunti tali :) ) dell’ipnotista.

Questo non avviene mai, ed in genere sono gli ipnotisti stessi, direttamente o indirettamente, consciamente o inconsciamente, a tramandare questo mito.

Un curioso corollario di questo mito è che una persona che vuole imparare ad ipnotizzare cominci a credere che “più affino la tecnica più divento bravo”, e in genere inizi una corsa all’ultima tecnica, sempre più stravagante, per trovare quella definitiva che funziona con tutti, anche con gli scettici e gli “sfidanti”.

Conseguentemente, il giovane ipnotista è portato a credere che un ipnotista sia tanto più bravo quanti più fenomeni ipnotici eclatanti riesca ad ottenere. Vero, ma manca un pezzo importantissimo: un ipnotista è tanto più bravo quanti più fenomeni ipnotici eclatanti riesca ad ottenere DECONTENSTUALIZZATO dal ruolo che assume.

Mi spiego meglio: se ad un mio corso ipnotizzo una persona, sicuramente otterrò un buon fenomeno, ma non sono decontestualizzato dal mio ruolo, ovvero di un esperto di ipnosi. Il valore e la bravura di un ipnotista si misurano in strada, in luoghi affollati, con gente che a prima vista “andrebbe scartata” perché non sufficientemente “suggestionabile”: in quel caso la suggestione implicita è addirittura in alcuni casi negativa!

Dopo tante frustrazioni, quando anche io credevo queste cose, rimettendo in discussione tutto quanto, compreso il mio ruolo, mi sono accorto che il segreto era da tutt’altra parte: per essere bravi ipnotisti dobbiamo prima di tutto essere delle persone genuine e coinvolgenti. Una volta “conquistata” la fiducia dell’altra persona, con un minimo di tecnica si otterranno tutti i fenomeni ipnotici che volete, ad occhi aperti, senza “dormi”, senza “trance”, ad una velocità impensabile (come mi vedi fare nel canale Youtube).

Ora, ti starai chiedendo, ma se è così semplice, come mai questa cosa non viene mai detta? Beh, semplice non vuol dire facile: rinunciare al potere oscuro dell’ipnosi è molto difficile per alcuni, a volte impossibile. La domandina scomoda che ogni ipnotista dovrebbe farsi prima o poi è: ma io perché mi sono appassionato all’ipnosi? così che mi affascinato nel sapere ipnotizzare?

Se una persona è onesta con se stessa, in base alla risposta che si dà può rendersi conto quanto sarà difficile abbandonare il mantello dell’oscuro signore.

Proprio per dimostrarti questa cosa, ti mostro un video ripreso all’ultima tappa di Reality Bending, il nostro corso di ipnosi istantanea. Nel video si vede Michele, un corsista, che ipnotizza Emanuela. Ottiene tutti i fenomeni ipnotici che ogni ipnotista sogna di ottenere (come allucinazioni), li ottiene velocemente, senza trance, e soprattutto il clima è totalmente diverso dal classico clima di angoscia e sgomento associato ad una dimostrazione di ipnosi: Michele si sta divertendo, è coinvolgente e genuino e così Emanuela senza fatica “si permette” di lasciare che Michele le dia istruzioni per modificare la propria realtà.

Lascio la scena a Michele (a cui ri-faccio i complimenti e saluto insieme ad Emanuela), e dopo osservato il video alla fine chiedetevi: chi vi suscita più curiosità di provare l’ipnosi, Michele o qualsiasi oscuro signore che avete visto 😉 ?


Pinterest

, , ,